Richard Missione Africa
Cinema all’aperto nel sagrato del Duomo
20 luglio 2020

Quando l’uovo si schiude e Richard apre gli occhi sul mondo per la prima volta, i suoi genitori non ci sono più e, al loro posto, il neonato passerotto trova la cicogna Aurora, che lo porta nel suo nido e lo cresce come un figlio.

Col sopraggiungere dell’autunno, però, le cicogne dello stormo di Aurora, Claudius e del loro cucciolo Max, devono partire verso l’Africa, per sfuggire al freddo e obbedire alla loro natura.

Anche se costa loro moltissimo, devono abbandonare Richard: non sopravviverebbe al viaggio. Ma il passero non ci sta: convinto di essere una cicogna, parte intrepido verso Sud, deciso a ricongiungersi con la sua famiglia.

Diversamente da altri epiloghi di racconti sulla falsariga di questo, Richard non imparerà ad essere chi non sapeva ancora di essere, ma crescerà fedele al suo desiderio di appartenenza, accettando la propria diversità come tutt’altro che invalidante.

Ma l’accettazione di sé, e della propria originalità, passa dall’accettazione di quella altrui, ovvero dal riconoscimento dell’esistenza di Oleg, la spalla immaginaria del gufo Olga, e del valore di Kiki che si presenta diverso in partenza (salvo poi scoprire di far parte di una schiera di pappagalli come lui, che hanno fatto di “I’m coming out” il loro inno).

Frutto di una task force tutta europea (Germania, Belgio, Lussemburgo, Norvegia), il film vola giustamente basso: come il passerotto protagonista deve fare i conti con le proprie forze, ma, anziché un limite, questo approccio si trasforma in virtù, contribuendo a mantenere le peripezie esposte su un piano credibile, per quanto straordinario.

Attorno, le figure di contorno si dividono tra macchiette più di servizio che altro (i corvi mafiosi di Sanremo, il barista carceriere di Kiki) e personaggi minori ma non per efficacia, come Max, che porta il sentimento, e i piccioni “on line”, esilaranti emblemi satirici della dipendenza da social network.

Richard – Missione Africa, infine, è anche e soprattutto la storia di una migrazione, pericolosa ma obbligata: una storia che, in Europa, in questi anni, porta con sé, per forza di cose, un significato in più.


Le proiezioni inizieranno alle ore 21.00, in caso di maltempo le proiezioni si tengono al coperto.